Alla fine il DDL 1905 è legge

Oggi pomeriggio il Senato approverà il DDL 1905 e la cosiddetta "Riforma Gelmini" sarà legge. Con forzata pace di tutti quei studenti, ricercatori, professori (no rettori) che in questi mesi hanno chiesto incontri, aggiustamenti e ripensamenti su alcune parti. Per questi c'è stato solo il silenzio e l'indifferenza se non lo sberleffo (continuando a usare le frasi trite e ritrite che vogliamo il vecchio come se il loro nuovo fosse migliore a prescindere). Ultimamente poi c'è stata un'accelerazione nel volere approvare questo DDL che ha rasentato il ridicolo, come quando in Senato si davano per approvati degli emendamenti dell'opposizione per poi fare marcia indietro dicendo che si erano sbagliati per la fretta o, come sembrerà alla fine, approvando un testo dove l'articolo 29 abroga l'articolo 6, mettendo in imbarazzo lo stesso Presidente Napolitano che dovrà firmare una legge con un errore palese. Ma su questo, piuttosto di fermare l'approvazione, il governo ha già detto che farà un articolo nel decreto Milleproroghe!!

Non so cosa rimarrà di questi mesi di incontri, proteste e discussioni. So per certo che una buona parte dei politici italiani sono ignoranti, non studiano e non si applicano nel loro lavoro. E vanno dire ai giovani di impegnarsi, sacrificarsi perché il paese sta vivendo una crisi mondiale. Se si fossero applicati e se avessero studiano un poco di più, avrebbero preparato una riforma che non taglia in modo generico lasciando il controllo ai soliti baroni, ma avrebbero tagliato là dove c'erano gli sprechi salvaguardando i ricercatori (precari o non) onesti e assicurando risorse adeguate a tutti gli studenti meritevoli.
Il tempo dirà chi aveva ragione: i ricercatori che chiedevano una riforma migliore o questi politici che hanno barattato questa legge per la medaglia del 'governo del fare' visto che sarà l'unica cosa che hanno fatto nel 2010.
Ma tanto a ricordarlo saranno sempre i soliti...

Oggi sono stato all'assemblea generale dell'Istituto Einaudi di Bassano del Grappa. Un loro rappresentante, Nicolò, mi aveva chiesto di andare a parlare dell'università e cosa cambierà per gli studenti che vorranno andare all'università.
C'erano 1400 studenti, tutti seduti sugli spalti del Palazzetto dello Sport (bel palazzetto!).
Non è facile parlare di cosa significa la riforma a studenti delle superiori. Non è facile perché l'argomento non è semplice ed è lontano dalla loro esperienza quotidiana. Ho cercato di dare un'idea sia di come funziona l'università oggi (usando i buoni dati dell'università di Verona alla faccia di un certa demagogia) sia di cosa significherà la riforma per la ricerca pubblica. Ho cercato anche di spiegare che è importante essere critici quando si sentono certi discorsi di politici più attenti al loro partito che alla materia sulla quale devono decidere riportando i dati dell'OCSE su come sta e come si comporta l'università italiana.
Non c'è stata grande attenzione: l'impianto audio non adeguato all'occasione e la mia non brillantezza nel parlare di queste cose non ha forse aiutato gli studenti a seguire con interesse. O forse non c'era proprio interesse da parte di molti.
Nonostante questo, sono uscito dal Palasport con una certa consolazione: ho conosciuto dei rappresentati di studenti seri, preparati e con voglia di impegnarsi non solo nella scuola ma anche nella società. Fino a quando ci saranno questi studenti, non tutto è perduto. Auguro a Nicolò e ai suoi amici di conservare la loro passione, il loro impegno e la loro capacità critica il più a lungo possibile. Sono certo che sapranno farsi strada.

Buone feste

P.S. Nicolò mi ha chiesto di rendere pubbliche le slide che ho usato. Sono un collage di slide prese da molte altre presentazioni miei o di miei colleghi. Sia chiaro che mostrato solo poche di esse. Le lascio perché forse a qualcuno di loro interessa leggerle.

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