Una riflessione, non mia, sugli indici come h-index

Mi piace e quindi diffondo:
Alessandro Ferretti: "Gli indici bibliometrici sono correlati solo statisticamente con la qualità della produzione scientifica, è gli errori commessi nel loro utilizzo su dei singoli sono inaccettabilmente alti (cfr. il report "citation statistics" della Mathematical Union http://www.mathunion.org/fileadmin/IMU/Report/CitationStatistics.pdf)

Ma l'errore più marchiano è che si continua a fare i conti senza la legge di Goodhart: "once a social or economic indicator or other surrogate measure is made a target for the purpose of conducting social or economic policy, then it will lose the information content that would qualify it to play that role". Ovvero: se impongo ad tutti i ricercatori di massimizzare il loro h-index, l'h-index perderà la sua correlazione con la qualità della ricerca, perchè ci sono bazillioni di modi per aumentare l'h-index.. quindi gli indici servono al massimo ad individuare i nullafacenti, e ogni altro loro utilizzo non è solo inutile, è dannoso!"

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